marco's profileUN PO' DI ME...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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July 12 Riflessioni sul naturismo
Penso di avere iniziato a praticarlo per semplice curiosità, perchè non riuscivo a capire come fosse possibile che così tante persone sentissero il bisogno di stare nudi in compagnia di sconosciuti senza avere fini prettamente sessuali o erotici. Già, perchè per me, fino a pochi anni fa, era inconcepibile denudarsi in pubblico senza provare senso di vergogna oppure eccitazione: mostrare le proprie parti intime è sempre stato per me come per la maggioranza del "mondo civile" un tabù da riservare solo per i momenti intriganti con la propria ragazza. Ma vedevo tutta questa gente rimanere nudi su queste spiagge semi-affollate, senza avere il minimo pensiero nè tantomeno esibire gesta che abbiano a che fare col mondo erotico-sessuale; genitori con i propri figli, partners e amici che spendevano così la propria giornata al mare esattamente come l'avrebbero fatto indossando un costume. Ma cosa cambiava allora tra stare lì nudi o con un costume indosso? Poteva essere tutto ridotto al desiderio di abbronzare le proprie parti intime?
Ho cominciato a ragionare del perchè avessimo così radicato in noi questo senso di "pudore" che ci obbliga a nascondere le nostre parti intime. Mi sono chiesto da dove nasceva questa necessità di vestirsi. Penso che non sia mai stata una vera necessità (tranne che per esigenze climatiche, naturalmente): semplicemente mia madre ha iniziato a vestirmi, tra i miei capricci e pianti di neonato, che probabilmente non capiva perchè dovesse essere imprigionato in artifizi così innaturali come i vestiti. Poi ho cominciato a vedere tutti gli altri bambini vestiti ed è diventata consuetudine vedersi in tal modo, senza per questo correlare a ciò un bisogno di coprire le parti intime. Siamo cresciuti in questo contesto e abbiamo preso per naturale ciò che naturale non è. Ma in noi, nel nostro profondo inconscio, c'è ancora il segno di questa violenza alla nostra natura, c'è il flebile ricordo di questa imposizione a celare le nostre "vergogne". Di questo occorre prendere coscienza, perchè è da quella violenza spacciata per "educazione" che nasce tutto ciò che di sessualmente deviato c'è in noi; già, perchè in ciascuno di noi c'è il desiderio più o meno forte di trasgressione sessuale e voyeurismo. La maggior parte di noi lo contiene e lo reprime, altri lo traducono in piccoli gesti di sfogo come il frequentare club di strip tease, guardare riviste e video erotici o pornografici, altri ancora arrivano alle forme più estreme di trasgressione. Ed è qui che si rende evidente il significato e l'importanza della pratica del naturismo: essere naturisti significa spogliarsi non solo dei propri vestiti, ma con essi, anche di quella regola imposta dalla società che ci vuole tutti a nascondere le nostre "membra peccaminose"; significa il voler portare la nudità ad un semplice e naturale modo d'essere, di fatto togliendo forza ai desideri tragressivi: se non esiste la proibizione alla nudità non potrà esistere nemmeno il desiderio di trasgredire questa proibizione, ma ci sarà semplicemente il riscoprire la sessualità come natura comanda: ovvero per la procreazione. http://www.sigurros.com/dvd3.asp
July 05 PercepitoC'è il caldo caldo e c'è il caldo percepito, di solito più caldo di almeno cinque gradi. Ci sono l'inflazione ufficiale e l'inflazione percepita, di solito più alta dello stipendio percepito. E poi ci sono l'aumento del mutuo e l'aumento percepito, il declino reale e il declino percepito, la violenza percepita, la paura percepita, i furbi percepiti anche se poco perseguiti, la Nazionale che va fuori ai rigori: un pareggio percepito come una sconfitta.
Giuro che non ci percepisco più niente. Non mi fido delle statistiche rassicuranti, come degli allarmi assillanti. E non mi fido neanche della memoria che abbellisce le ombre del passato e dilata i mostri del presente. C'era davvero meno violenza trent'anni fa, quando due ladri picchiarono mio padre nell'androne di casa per portargli via una cartella di cuoio che conteneva pratiche banalissime? Faceva davvero meno caldo quando nelle sere d'estate mia nonna bivaccava sul balcone passandosi «La Stampa» davanti alla faccia a mo' di ventaglio? Ed eravamo davvero più ricchi quando riuscivamo a sopravvivere con le scarpe risuolate e senza telefonini? Di sicuro eravamo più giovani: anche i vecchi. Di sicuro il futuro era avvolto nella nebbia, come sempre, ma il futuro percepito non aveva lo stesso sapore di paura che si percepisce oggi.
Questa paura di perdere che ci rende tutti così aggressivi eppure così abulici. Potessi esprimere un desiderio, vorrei che percepissimo più coraggio e dietro ogni porta che si chiude non vedessimo soltanto il muro, ma unìaltra porta che si apre. Messaggio percepito?
Massimo Gramellini, La Stampa May 16 Un paladino della libera informazione: Marco Travaglio
In Italia c'è chi tra una carriera facile e duratura, data dal servilismo ai poteri forti, e l’azzardo di un giornalismo coraggioso, che fa le pulci a chi tiene i fili del teatro dei burattini, sceglie quest’ultimo modello, subendo o incassando tutto ciò che di negativo o positivo può portare questa scelta. Permettersi di dire tutto ciò che tutti gli altri non osano dire su un mezzo di comunicazione di massa come la televisione di Stato può, da un lato, portare ad un’acclamazione di massa da parte di tutti quei cittadini che da troppo tempo vivono con la pillola rossa propinatagli dal giornalismo asservito al potere, ma dall’altro, naturalmente, subire le ire e le ritorsioni degli stessi poteri forti (aiutati, per di più, dai loro giornalisti servi). Marco Travaglio sta rischiando (soprattutto dopo il risultato delle recenti elezioni politiche nazionali) una epurazione dalla tv pubblica non perché, come dicono i burattinai, stia deviando le menti dei cittadini italiani con notizie false e tendenziose (o addirittura diffamanti) distorcendo “l’immacolata” biografia personale di chi ci rappresenta in parlamento; ma perché ha avuto il coraggio di comunicare queste verità storiche utilizzando uno strumento “troppo efficace”: la televisione. Scrivere ciò che scrive Travaglio su un libro o su un giornale politicamente schierato è una scocciatura per i soggetti di cui egli scrive, ma ancora non può minare realmente la base di consenso popolare necessario alla classe politica. Dirlo invece su un canale pubblico come la RAI, ottenendo per di più ascolti elevatissimi, può essere altamente destabilizzante: e per questo occorre delegittimarlo e/o imbavagliarlo al più presto. Tolto di mezzo Travaglio si elimina uno dei pochi personaggi scomodi del regime mass-mediatico italiano e educano tutti quelli che sarebbero tentati ad imitarlo. Ben presto arriveranno misure del genere anche per la nostra carissima e amatissima internet, ma intanto abbiamo la possibilità di usare la libertà che questo strumento ci fornisce visitando siti e blogs come: www.beppegrillo.it, www.voglioscendere.ilcannocchiale.it, www.stefanomontanari.net, www.disinformazione.net, www.comedonchisciotte.org, www.articolo21.info. Sul sito di Beppe Grillo, ogni lunedì, alle 14.00, potremo tutti godere di alcuni minuti di vera libera informazione offertaci da Marco Travaglio. Cliccate sul banner qui sotto e fate tesoro di ciò che ancora ci è permesso di ascoltare.
May 14 ParabolaRicevo da Francesco questa mail che spero possa fare il giro del mondo.
Due uomini, entrambi molto malati,
occupavano la stessa stanza d'ospedale. A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza. Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra. L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. Forse, voleva farle coraggio. disse. Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. Oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama p r e s e n t e. L'origine di questa lettera è sconosciuta, ma porta fortuna. Non tenere questa lettera, spediscila agli amici ai quali vuoi augurare buona fortuna.... February 04 Lotta alla mafiaJanuary 09 Saper vivereNon è la letteratura né il vasto sapere che fa l'uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe che noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo? Mahatma Gandhi January 01 L'angolo filosoficoPrefazione a: Perché non sono cristiano di Bertrand Russell
Si È DETTO che la mia avversione all'ortodossia religiosa si sia attenuata. Questa voce è completamente infondata. Penso che tutte le grandi religioni del mondo: buddismo, induismo, cristianesimo, islamismo e comunismo, siano, a un tempo, false e dannose. A rigor di logica, poiché contrastano fra loro, non più di una dovrebbe essere quella vera. Con pochissime eccezioni, la religione che l'uomo accetta è la stessa professata dalla comunità dove vive, sicché è l’influenza dell'ambiente che lo spinge ad accettarla. E’ vero che gli scolastici inventarono argomenti logici per provare l'esistenza di Dio, e che questi vennero accettati da molti eminenti filosofi; ma si appoggiavano alla logica aristotelica, ora rigettata da quasi tutti i pensatori, tranne certuni, come i cattolici. Uno di questi argomenti non assolutamente logico: l’argomento del fine delle cose, che, peraltro, fu demolito da Darwin; e, in ogni caso, potrebbe divenire logicamente accettabile a condizione che si neghi l'onnipotenza di Dio.
Lasciando da parte la logica, trovo strano si possa pensare che una divinità onnipotente, onnisciente e benevola abbia preparato il mondo da nebulose senza vita, in tanti milioni di anni, per poi ritenersi soddisfatta dall'apparizione finale di Hitler, Stalin e della bomba H. Una cosa è chiedersi se una religione è vera, altra se è utile. Io sono fermamente convinto ce le religioni, come sono dannose, così sono false. Il danno arrecato da una religione è di due specie: uno dipende dalla natura generica della fede, l’altro dalla natura particolare dei dogmi accettati. Per quanto riguarda la natura della fede, si ritiene virtuoso credere, avere cioè una convinzione che non tentenna di fronte a evidenze contrarie, e se 1'evidenza contraria fa sorgere dubbi, ritenere di doverli sopprimere. Per tali motivi, non si permette ai giovani di ascoltare discussioni, in Russia, a favore del capitalismo, o, in America, a favore del comunismo. Questo conserva la fede di entrambi intatta e pronta per una guerra micidiale. La convinzione che è importante credere questo o quello senza ammettere libere indagini, è comune a quasi tutte le religioni, e ispira tutti i sistemi di educazione statale. Ne consegue che il pensiero dei giovani viene soffocato e indirizzato a una fanatica ostilità contro coloro che hanno altri fanatismi e, anche più violentemente, contro coloro che a qualsiasi fanatismo si oppongono.
L'inveterata consuetudine di basare le convinzioni sull'evidenza e di dare ad esse soltanto quel grado di certezza, che l'evidenza garantisce, sarebbe un rimedio, se divenisse generale, per tutti i mali che affliggono il mondo.
Attualmente, però, nella maggior parte dei paesi, l'educazione mira a impedire lo sviluppo di tale consuetudine gli uomini che si rifiutano di credere in sistemi basati su dogmi infondati, non sono ritenuti idonei all'educazione della gioventù. I Mali che ci sovrastano non sono prerogativa di un particolare credo, ma sono caratteristici, indistintamente di qualsiasi credo dogmatico.
Nella maggior parte delle religioni ci sono, inoltre, specifiche dottrine etiche che arrecano un danno ben determinato. Se la condanna del cattolicesimo al controllo delle nascite potesse prevalere, essa renderebbe impossibile la diminuzione della povertà e l'abolizione delle guerre. La credenza indù che la vacca sia un animale sacro e che per la vedova sia immorale risposarsi è fonte di inutili sofferenze. Il dogma comunista nella dittatura di una minoranza ha causato orrori senza fine. Si sente dire che soltanto il fanatismo può rendere efficiente un gruppo sociale. Ma questo dogma è in contrasto con le lezioni della storia. In ogni caso, soltanto coloro che servilmente adorano il successo possono, credere che l'efficienza sia di per se stessa cosa ammirevole senza tener conto di quanto sangue essa grondi. Da parte mia, penso che è meglio fare un poco di bene piuttosto che molto male. Il mondo che io auspico dovrebbe essere libero da faziose incomprensioni, e consapevole che la felicità per tutti nasce dalla collaborazione e non dalla discordia.
L'educazione dovrebbe mirare alla libertà della mente dei giovani, e non al suo imprigionamento in una rigida armatura di dogmi destinati a protteggerla, nella vita, contro i pericoli dell'evidenza imparziale. Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano. December 31 Bertrand RussellDecember 26 Ancora il grande Herman HesseDue persone possono andare d'accordissimo, parlare di tutto ed essere vicine.
Ma le loro anime sono come fiori, ciascuno ha la sua radice in un determinato posto e nessuno può avvicinarsi troppo all'altro senza abbandonare la sua radice, cosa peraltro impossibile. I fiori effondano il loro profumo e spargono il loro seme perché vorrebbero avvicinarsi, ma il fiore non può fare niente perché il seme giunga nel posto giusto; tocca al vento che va e viene come vuole. ~ Herman Hesse - Knulp, storie di un vagabondo ~ December 25 Riflessioni del giorno di NataleLa stragrande maggioranza di noi esprime le proprie idee in maniera sbagliata; gli scambi di opinioni raramente si fanno con pacatezza e obiettività: quasi sempre sono delle reazioni impulsive tese a difendere fino al limite del surreale le nostre asserzioni, a loro volta impregnate di superficialità. L'ultima cosa che potremmo mai accettare è di mostrarci incoerenti con quello che pensavamo, e per evitare di perdere la faccia arriviamo a fabbricare menzogne. Così il mondo civile viene edificato su un terreno instabile, che cela sotto di sè falde insidiose, pronte a generare il terremoto che farà crollare tutto quello che abbiamo costruito. Così è in politica, nella religione, nel lavoro, nella famiglia e nelle amicizie.
Dovremmo tutti riportare in primo piano la ragionevolezza e l'onestà di pensiero e di parola. Si dimostra più virtuoso chi sa ammettere i propri sbagli, chi sa fare qualche passo indietro per scegliere un sentiero magari più lungo, ma comunque più sicuro e affidabile. Non importa quanto tempo ci voglia per arrivare ai nostri obiettivi, l'importante è il livello di moralità ed onestà con cui decidiamo di raggiungerli.
Buon Natale a tutti!
Marco Garavelli
December 08 SolitudineLa solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata SandHerman Hesse Che il bello e l'incantevole Siano solo un soffio e un brivido, che il magnifico entusiasmante amabile non duri: nube, fiore, bolla di sapone, fuoco d'artificio e riso di bambino, sguardo di donna nel vetro di uno specchio, e tante altre fantastiche cose, che esse appena scoperte svaniscano, solo il tempo di un momento solo un aroma, un respiro di vento, ahimè lo sappiamo con tristezza. E ciò che dura e resta fisso non ci è così intimamente caro: pietra preziosa con gelido fuoco, barra d'oro di pesante splendore; le stelle stesse, innumerabili, se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi - effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima. No, il bello più profondo e degno dell'amore pare incline a corrompersi, è sempre vicino a morire, e la cosa più bella, le note musicali, che nel nascere già fuggono e trascorrono, sono solo soffi, correnti, fughe circondate d'aliti sommessi di tristezza perché nemmeno quanto dura un battito del cuore si lasciano costringere, tenere; nota dopo nota, appena battuta già svanisce e se ne va. Così il nostro cuore è consacrato con fraterna fedeltà a tutto ciò che fugge e scorre, alla vita, non a ciò che è saldo e capace di durare. Presto ci stanca ciò che permane, rocce di un mondo di stelle e gioielli, noi anime-bolle-di-vento-e-sapone sospinte in eterno mutare. Spose di un tempo, senza durata, per cui la rugiada su un petalo di rosa, per cui un battito d'ali d'uccello il morire di un gioco di nuvole, scintillio di neve, arcobaleno, farfalla, già volati via, per cui lo squillare di una risata, che nel passare ci sfiora appena, può voler dire festa o portare dolore. Amiamo ciò che ci somiglia, e comprendiamo ciò che il vento ha scritto sulla sabbia. December 05 CamminandoRubén Blade"Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare. Camminando si apprende la vita camminando si conoscono le cose camminando si sanano le ferite del giorno prima. Cammina guardando una stella ascoltando una voce seguendo le orme di altri passi. Cammina cercando la vita curando le ferite lasciate dai dolori. Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso."Rinascere viaggiandoPaulo Coelho
Il cammino di Santiago
"Quando si viaggia si sperimenta in maniera molto più concreta l'atto della Rinascita. Ci si trova dinanzi a situazioni del tutto nuove, il giorno trascorre più lentamente e, nella maggior parte dei casi, non si comprende la lingua che parlano gli altri. E' proprio quello che accade a un bambino appena nato dal ventre materno. Con ciò si è costretti a dare molta più importanza alle cose che ti circondano, perché da esse dipende la sopravvivenza. Si comincia a essere più accessibili agli altri, perchè gli altri ti possono aiutare nelle situazioni difficili. E si accoglie qualsiasi piccolo favore degli dei con grande gioia, come se si trattasse di un episodio da ricordare per il resto della vita. Nello stesso tempo, poiché tutte le cose risultano nuove, se ne scorge solo la bellezza, e ci si sente più felici di essere vivi." December 02 Sicurezza interiore
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